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Deaimon (Obanzai)

Haruho Furukawa; Risa Yokouchi


Deaimon

 

 

A Kyoto si mangiano gli “obanzai”.

Gli “obanzai” sono pietanze che si mangiano quotidianamente, e non in occasioni particolari.

Secondo un’usanza caratteristica di Kyoto, di regola, ogni giorno del mese si mangia un obanzai ben preciso. Vediamo qui qualche esempio.

 

Innanzitutto, il primo del mese si mangia il nishinkobu (un piatto a base di aringhe e alghe konbu), il riso condito con gli azuki  (fagiolini rossi) e il namasu (pesce crudo con verdure sotto aceto).

I giorni 8, 18, e 28 si mangia il taitan, preparato con le alghe arame e il tofu fritto (detto oage).

Il giorno 15, invece, si mangia, insieme al riso condito con gli azuki, l’imobou, ossia un piatto preparato con patate (imo) e stoccafisso (che in giapponese si chiama boudara).

E infine, l’ultimo giorno del mese, si mangia l’okara (la feccia del tofu).

 

 

                      Nishinkobu          il riso condito con gli azuki              Namasu                    Okara

                                      

 

 

 

Tra gli “obanzai” tipici di Kyoto sono famosi quelli chiamati “deaimon”.

I “deaimon” sono piatti speciali, composti da due ingredienti che si sposano particolarmente bene insieme.

Per esempio, il taitan di daikon (rafano bianco giapponese) e tofu fritto è uno dei più famosi “deaimon” di Kyoto.

Se si cuoce il daikon in pentola con un altro ingrediente, uno dei due ingredienti perde il sapore.

Tuttavia, il daikon assorbe un buon sapore, eliminando allo stesso tempo le impurità 

contenute nei cibi, che si depositano uno strato nella pentola.

Questo deposito non è dannoso, poiché elimina i cattivi odori dei cibi

e ammorbidisce gli ingredienti più duri Esso svolge insomma una funzione positiva

nella preparazione del nostro piatto.          

 

 

  il taitan di daikon (rafano bianco giapponese) e tofu fritto

 shogoin daikokn

 

 

Il daikon che si usa normalmente per cucinare questo piatto si chiama shogoin daikon.

La sua forma è sferica e le sue dimensioni sono all’incirca quelle della testa di un uomo.

Durante la cottura si ammorbidisce molto, addirittura fino a sembrare sul punto di sciogliersi,

ma in realtà non arriva a sciogliersi.

Questa è una caratteristica del daikon.

Il tofu fritto, non avendo un sapore troppo forte, si sposa benissimo con il daikon.

Il sapore delicato sprigionato dal tofu fritto penetra nel daikon, rendendo il sapore di

quest’ultimo piú profondo e raffinato.

Questo è l’esempio piú rappresentativo di “deaimon”.

 

 

 

Anche l’ imobou è un tipo di deaimon.

L’ imobou è, come abbiamo visto, un piatto che si prepara con speciali patate

(dette ebiimo perché simili a gamberi – ebi in giapponese) e lo stoccafisso (boudara).

Anche l’ebiimo e il boudara sono un’ottima combinazione, e la combinazione ne esalta il sapore proprio come il daikon e il tofu fritto.

L’ imobou è un piatto nato a Kyoto, nella parte centrale dello Honshu, che unisce due

ingredienti provenienti l’uno dai mari del Nord, e l’altro dalle montagne del Sud.

 

ebiimo      boudara    

   

imobou                                                                                                                  


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