Deaimon
A Kyoto si mangiano gli “obanzai”.
Gli “obanzai” sono pietanze che si mangiano quotidianamente, e non in occasioni particolari.
Secondo un’usanza caratteristica di Kyoto, di regola, ogni giorno del mese si mangia un obanzai ben preciso. Vediamo qui qualche esempio.
Innanzitutto, il primo del mese si mangia il nishinkobu (un piatto a base di aringhe e alghe konbu), il riso condito con gli azuki (fagiolini rossi) e il namasu (pesce crudo con verdure sotto aceto).
I giorni 8, 18, e 28 si mangia il taitan, preparato con le alghe arame e il tofu fritto (detto oage).
Il giorno 15, invece, si mangia, insieme al riso condito con gli azuki, l’imobou, ossia un piatto preparato con patate (imo) e stoccafisso (che in giapponese si chiama boudara).
E infine, l’ultimo giorno del mese, si mangia l’okara (la feccia del tofu).




Nishinkobu il riso condito con gli azuki Namasu Okara
Tra gli “obanzai” tipici di Kyoto sono famosi quelli chiamati “deaimon”.
I “deaimon” sono piatti speciali, composti da due ingredienti che si sposano particolarmente bene insieme.
Per esempio, il taitan di daikon (rafano bianco giapponese) e tofu fritto è uno dei più famosi “deaimon” di Kyoto.
Se si cuoce il daikon in pentola con un altro ingrediente, uno dei due ingredienti perde il sapore.
Tuttavia, il daikon assorbe un buon sapore, eliminando allo stesso tempo le impurità
contenute nei cibi, che si depositano uno strato nella pentola.
Questo deposito non è dannoso, poiché elimina i cattivi odori dei cibi
e ammorbidisce gli ingredienti più duri Esso svolge insomma una funzione positiva
nella preparazione del nostro piatto.