I carpentieri dei templi sono devoti al buddismo, mirando, allo stesso tempo,
al perfezionamento delle loro tecniche artigianali.
I “Miya daiku” veri e propri sono molto pochi,perché le conoscenze tecniche e pratiche del mestiere vengono trasmesse agli allievi direttamente sul lavoro. Questa situazione è dovuta al fatto che soltanto i grandi templi potevano fare affidamento su un certo numero di carpentieri professionisti di fiducia,mentre nei piccoli templi i monaci erano costretti ad arrangiarsi con le conoscenze tecniche messe a disposizione dalla loro esperienza.
Ora i “Miya daiku” si chiamano anche “Watari daiku” (carpentieri a domicilio):
questi carpentieri (o gruppi di carpentieri) in possesso dei requisiti necessari per
lavorare nei templi vengono assunti temporaneamente, in caso di necessità.
Ma i templi non vengono restaurati soltanto dal punto di vista architettonico. Anche il restauro del patrimonio artistico e dei beni culturali nazionali, come le statue buddiste, le sculture in legno e le pitture non è meno importante.
A Kyoto si trova il Centro per il Restauro dei Beni Artistici e Culturali. il quale si
occupa, tra le altre cose, del restauro delle sculture in legno, ed è amministrato
dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone. Il restauro degli oggetti di
legno fragili o difficili da trattare viene affidato a specialisti. Kyoto è una
città ricca di templi, di beni artistici nazionali e culturali. Ed è proprio qui,
a Kyoto, che fin dai tempi antichi si cerca di comprendere culture nuove e
diverse, tendendo, allo stesso tempo, a conservare le antiche tradizioni e a
tramandarle di generazione in generazione. È questo il clima culturale che si respira a Kyoto.